kkkE’ ormai noto che la costruzione della vita passa attraverso un percorso che vede interagire tra loro fattori bio-psico-sociali, i quali uniti vanno a determinare un inscindibile legame tra mente e corpo per poter acquisire la capacità di comprendere se stessi e gli altri. Da un punto di vista mentale, è necessario aver sperimentato relazioni adeguate e stabili all’interno della sfera familiare durante il percorso di crescita.

Ogni individuo può pervenire ad uno sviluppo psichico sano se durante il percorso di crescita viene guidato dalle figure genitoriali in maniera emotivamente equilibrata. I genitori infatti sono chiamati a svolgere la fondamentale funzione di guida e di comprensione dei bisogni del proprio figlio, ma al contempo, devono essere in grado di facilitare il percorso di emancipazione ed autonomia del figlio che cresce, lasciandolo libero di sperimentarsi in modo autonomo: bilanciare e modulare questi elementi risulta sempre più frequentemente un’impresa complessa, soprattutto quando le figure genitoriali vivono internamente uno stato di fragilità che non hanno potuto, o saputo, cogliere ed indagare.

Fondamentale durante i primi anni di vita è il ruolo svolto dalla figura materna: alla madre è richiesta la capacità di essere accudente con il proprio bambino ma anche, e soprattutto, presente emotivamente, offrendogli un coinvolgimento sano, equilibrato, in grado di fornire al bambino un legame di appoggio che gli consentirà di apprendere il riconoscimento delle proprie emozioni per poi successivamente decodificarle.

Una madre “sufficientemente buona” (Winnicott, 1970, op. cit.) permette al bambino di sentirsi appoggiato e riconosciuto nelle sua manifestazioni fisiche ed emotive, e questo gli jhfsdhfgpermetterà di imparare a riconoscere le sensazioni che lo pervadono attraverso l’identificazione, per poi giungere alla loro decodifica senza sperimentare stati di angoscia devastanti. Legami sani e stabili permettono al bambino di giungere al riconoscimento del suo stesso corpo, delle stimolazioni che provengono sia dall’interno che dall’esterno.

Il processo di sintonizzazione all’interno dell’ambiente familiare fallisce quando i genitori non riescono ad assolvere al loro ruolo di guida in maniera adeguata, rivelandosi incapaci di entrare in contatto emotivo con il proprio figlio, il quale si troverà confrontato ad uno stato di angoscia troppo forte per le sue risorse psichiche. Si tratta di genitori che spesso non sono stati assenti ma neanche presenti in maniera continua: infatti, ciò che viene a mancare è la “costanza affettiva” e, in tal modo, la relazione diventa fonte di grande difficoltà per il bambino che, nel processo di crescita, lo porterà a vivere le separazioni in maniera esasperata e la fragilità psichica si riverserà nei comportamenti disordinati che lo andranno a contraddistinguere.

La nascita di un figlio ridefinisce lo status della coppia: i partner si trovano a dover assolvere ad un nuovo impegno di vita che, seppur tanto desiderato, a volte può cogliere impreparati.

Il ruolo di genitore si costruisce e si modella durante la crescita stessa dei propri figli. Spesso sentiamo genitori lamentarsi della propria incapacità e difficoltà a svolgere il ruolo al quale sono chiamati: i figli tolgono centralità alla coppia, ma restituiscono alla famiglia un significato più ampio e profondo.

Un supporto psicologico nei momenti di smarrimento che si possono esperire con il cambiamento familiare che l’arrivo di un figlio comporta può risultare estremamente utile per entrambi i partner. L’acquisizione del nuovo status di genitore può diventare un’esperienza positiva se viene facilitata da un adeguato supporto emotivo, con l’obiettivo di garantire al figlio in arrivo un contesto ambientale sereno ed accogliente.

 

Dott.ssa Maria Assunta Spina

Psicologa – Psicoterapeuta

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